Cos’è Vibrata, la novità che rende indolori le iniezioni

Cos’è Vibrata, la novità che rende indolori le iniezioni

Se mi seguite su Facebook, saprete che da diversi mesi ormai ho un fedele amico nel taschino. Sembra una penna dal colore oro, invece no: si chiama Vibrata® ed è diventato, da quando l’ho acquistato, un immancabile strumento del mio mestiere. Famosissimo all’estero, praticamente sconosciuto qui in Italia, Vibrata® è un’invenzione del collega americano Simon Ourian. Da quando l’ho acquistato, non ha smesso di destare un sacco di curiosità nei miei pazienti ed anche negli altri colleghi. E, dal momento che online si trovano poche informazioni al riguardo, in questo post ve lo racconto.

 

Come nasce Vibrata®

Se non siete famigliari con la Gate Control Theory, è necessaria una premessa. Vibrata® infatti è stato sviluppato con questa teoria in mente: che uno stimolo non-doloroso sia in grado di “chiudere” le porte alla percezione di uno stimolo doloroso. Essenzialmente, il dolore può essere in qualche modo inibito da un input che vada ad attivare determinate terminazioni nervose: queste sono quindi sollecitate da uno stimolo non doloroso e “distratte” da quello doloroso. Da qui in poi ricalco le spiegazioni ufficiali: quando proviamo dolore, la sensazione fastidiosa normalmente viaggia attraverso il corpo e raggiunge il sistema nervoso centrale. Tuttavia, quando il corpo viene sollecitato contemporaneamente da un altro stimolo, la sensazione diventa meno presente, fino addirittura ad essere soppressa.

È solo una teoria? Forse sì e negli anni è stata messa in discussione. E’ da notare però un aspetto interessante di questo principio: il mettere in evidenza la relazione forte che esiste tra il dolore fisico esperito e la rilevanza della propria disposizione mentale nel “percepirlo”. La manifestazione del dolore non può essere evitata, è un fatto oggettivo. Ma l’intensità dello stesso e la nostra capacità di controllarlo sono modulabili – e questo è oggetto di studio e di ricerca scientifica al di là della Gate Control Theory nello specifico.

 

A cosa serve Vibrata®

Il dottor Ourian è un medico e chirurgo estetico. Sulla scorta della Gate Control Theory, ha creato e perfezionato Vibrata® con uno scopo ben preciso: ridurre il dolore dei pazienti che si sottoponevano alle sue iniezioni. E’ da sottolineare che le infiltrazioni di botox o filler non sono di per loro particolarmente dolorose. Tuttavia, persone che hanno una forte paura degli aghi o che hanno una soglia del dolore più bassa della media possono trovare il trattamento più spiacevole del dovuto. Il principio che ha quindi guidato Ourian è quello della concomitanza di stimoli, quello doloroso e quello non doloroso. Mentre la siringa dell’iniezione produce un input di dolore, Vibrata® ne produce uno neutro, di pura sollecitazione: come suggerisce il nome, si tratta semplicemente di una piccola vibrazione. Quando posto delicatamente nell’area dove ad esempio l’iniezione di botox viene eseguita, solitamente quella attorno alle labbra, questo bellissimo strumento aiuta il paziente a non percepire il tipico dolore della penetrazione dell’ago.

 

Perché lo uso.

Inizialmente, Vibrata® mi ha attratto per un motivo puramente professionale: tutto quello che è nuovo nel settore rappresenta per me ragione naturale di interesse. Non nascondo però che molte delle novità che vengono messe in circolazione, anche e soprattutto in un settore come quello della medicina e della chirurgia estetiche, hanno ben poco di scientifico. La regola per sventare truffe e false promesse, come per tutto, è toccare con mano dove si può (e non fidarsi dell’apparenza).

Per questo motivo ho deciso di provare Vibrata® e ammetto che il primo impatto è stato molto positivo anche per l’occhio: la bellezza è il mio mestiere, e Vibrata® ha dalla sua anche un’estetica elegante e raffinata, che lo rende uno strumento particolarmente affascinante. Non che questo basti. E infatti a convincermi è stato l’uso: tutti i pazienti che hanno provato il trattamento botox, sia prima di introdurre Vibrata® che poi, hanno notato la differenza. Agofobici e pazienti sensibili ringraziano. 🙂

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