La moda della pelle "imperfetta", da lentiggini a discromie cutanee - Matteo Stocco

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07 Mar 2022

La moda della pelle “imperfetta”, da lentiggini a discromie cutanee

È iniziato tutto con l’acne positivity: un movimento dai principi giustissimi, che va in contrasto alla demonizzazioni della pelle con l’acne e rivendica la necessità di una minore “social pressure” per avere una pelle senza brufoli, comedoni o altri difetti che comunemente cerchiamo di eliminare. Beauty influencer e attiviste hanno sensibilizzato i loro pubblici su questo tema e i media hanno iniziato, per la prima volta, a parlare di questo fenomeno. Poi sono tornate di moda le lentiggini: le pubblicità di brand e marchi di abbigliamento o beauty si sono riempite di testimonial dal volto pieno di freckles ed ecco spuntare filtri Instagram e prodotti make-up che permettono di ricreare le lentiggini “fake”. Poi si è iniziato a parlare di skinimalism, una tendenza beauty piuttosto recente che concettualmente sposa l’idea di tornare ad una essenzialità del trattamento estetico del proprio viso: pochissimi prodotti e (apparentemente) pochissimo trucco, per apparire “naturali”.

Cosa ci dicono tutte queste posizioni e questi movimenti, a volte sponsorizzati dai brand e dal marketing?

Che l’attenzione per la bellezza fisica è come sempre altissima; anzi cresce sempre più, agganciando pubblici nuovi, dai più giovani (si parla di skincare routine fin dalla Gen Z) agli uomini (che comprano prodotti tradizionamente venduti alle donne, come antiage, illuminanti e make-up vero e proprio).

Ma ci dicono anche un’altra cosa: che in questo mix di concetti e di proposte diverse, si rischia di confondersi, mettendo tutto insieme: dall’attivismo al marketing. In questo articolo provo a fare un po’ di chiarezza, sfruttando come sempre il punto di vista più onesto che conosca: quello scientifico.

 

Pelle con l’acne vs “i brufoli”

https://www.instagram.com/isofiagrahn/

Sofia usa Instagram per mostrare vere cicatrici dell’acne e sensibilizza le sue follower verso l’accettazione di sé con scatti creativi e artistici che personalmente trovo davvero azzeccati 

 

Partiamo da una verità importante: acne e brufoli sono due cose ben diverse. I brufoli, o foruncoli, sono piccole infiammazioni causate da un’infezione batterica che coinvolge i follicoli piliferi e il tessuto attorno al follicolo. Possono manifestarsi per una varietà di motivi: da predisposizione genetica, a un periodo di stress, agli ormoni. Si parla di acne quando la comparsa di questi brufoli è frequente, estesa, e potenzialmente invalidante, al punto da essere considerata una vera e propria malattia. Non sono un dermatologo, ma tratto comunemente i problemi della pelle legati a cicatrici dell’acne, lesioni e irregolarità: vi assicuro che le storie dei miei pazienti rendono ben evidente come la prima casistica (il brufolo che compare sul mento o sulla fronte che proviamo a nascondere con il fondotinta) non sia in nessun modo comparabile alla seconda (disagio, dolore fisico, cicli di prodotti e cure diversi che spesso portano a nulla di fatto).

➡️ Perché questa differenza è importante, quando si parla di bellezza e body positivity?

Perché il messaggio che si rischia di far passare, quando si sostiene che bisogna “amarsi come si è” andando orgogliosi della propria pelle indipendentemente dalla presenza di brufoli o cicatrici, è che le due situazioni siano equivalenti – sul piano degli impatti psicologici, oltre che fisici. Una pelle “imperfetta” per colpa dei brufoli, trattabile con del semplice peeling o con la biostimolazione, non è equivalente ad una pelle con l’acne, che nel secondo caso è senz’altro da trattare – anche perché molto più complessa e potenzialmente invalidante. Se una beauty influencer o un brand vi vendono il concetto che, mostrando due brufoletti sul viso, si stia facendo “skin activism”, sentiatevi giustamente pres* in giro.

 

Lentiggini vs macchie solari

Le macchie solari non sono le lentiggini: le prime dipendono dall’esposizione al sole e sono il sintomo di una scarsa protezione

 

Da qualche anno vanno di moda, ma se avete l’età di mia mamma ricorderete che un tempo le lentiggini erano ampiamente demonizzate. Si faceva di tutto per nasconderle o eliminarle. Il trend adesso va nella direzione opposta, suggerendo che le lentiggini siano belle – e che, non avendole, sia necessario imitarle o crearsele sul viso. Ma cosa sono le lentiggini e che differenza c’è con le macchie provocate dall’esposizione al sole?

Innanzitutto le lentiggini sono genetiche: compaiono solitamente in età precoce, intorno ai 2-3 anni. Non sono una malattia della pelle, dal momento che non rappresentano una conseguenza medica e non provocano alcun tipo di disturbo. Le lentiggini non vanno confuse con le macchie solari causate da una eccessiva esposizione al sole, in soggetti che hanno tendenzialmente una pelle più chiara (Fototipo 1 e 2) e che quindi sono maggiormente esposti alla comparsa di queste “bruciature”.

 

➡️ Perché anche questa differenza è importante, quando si parla di bellezza e body positivity?

Perché se le lentiggini sono un tratto naturale e spontaneo, non dipendente dai propri comportamenti o stili di vita, le macchie rappresentano invece un sintomo di una mancata protezione della propria pelle, che come tale andrebbe scoraggiata. L’eccessiva esposizione al sole è una delle cause di invecchiamento cutaneo e di tumore della pelle. Ai miei pazienti, di ogni Fototipo, consiglio la massima protezione possibile sempre, anche in inverno. Le macchie solari sono spesso causate proprio dal falso concetto che l’esposizione prolungata sia salutare – per non parlare di chi, sempre per inseguire una moda estetica, insegua il mito dell’abbronzatura ad ogni costo. Proprio come le lentiggini, lasciamo perdere la moda e concentriamoci sul proteggere il nostro corpo: è la forma di bellezza migliore.

 

Imperfezioni vs nei

Ormai dovreste aver capito dove voglio arrivare: nel calderone di informazioni e disinformazione, di attivismo e di marketing, non perdere di vista l’obiettività dell’approccio scientifico e la singolarità dei casi specifici. Vale anche per il concetto di “imperfezioni”, che è talmente lasco e aperto ad interpretazione da far finire dentro tutto… anche quello che potenzialmente diventa un pericolo. Non tutte le imperfezioni sono uguali:  è il caso di quegli apparenti difetti della pelle, come nei, protuberanze o anomalie sull’epidermide che possono nascondere invece melanomi o tumori. Molti pazienti non ne sono consapevoli e scoprono la potenziale pericolosità magari per caso, quando sono sul lettino del dottore per una visita dedicata a tutt’altro. Chiedo: “Questi nevi e queste macchie della pelle li ha già fatti controllare?” e spesso la risposta è: “No, ho da sempre la pelle così, compaiono e scompaiono, o alcuni solo lì da sempre…”.

 

➡️ Perché più di ogni altra cosa questa differenza è importante, quando si parla di “imperfezioni”?

Perché accettarsi come si è non deve corrispondere a trattare se stessi con superficialità. In questo caso non parliamo di bellezza, ma di salute. Nel caso di nei (o nevi, macchioline e anomalie, non si può scorgere ad occhio nudo la differenza tra una imperfezione e un potenziale tumore. Affidatevi a un professionista e fatevi visitare. Il laser è in questo caso un potente alleato per evitare di incorrere in problemi, trascurandoli a lungo tempo finché non diventano davvero nocivi.

 

Conclusioni

Il tema non è certamente chiuso e questi sono solo alcuni degli aspetti e delle casistiche che, occupandomi di bellezza e medicina ogni giorno, mi capita di incontrare. Quello che spero di aver suggerito è un approccio critico e coscienzioso nei confronti dei messaggi a cui siamo esposti, tra tv, social, giornali e opinioni di vario genere. Avere consapevolezza del significato delle parole e del lessico medico – o, non avendola, saperlo riconoscere ed affidarsi a chi ne ha! – è fondamentale per sposare le cause giuste da una parte, amarsi per davvero dall’altra.

 

Hai qualcosa da dire? Scrivimelo: info@drmatteostocco.com