Perché la ginnastica facciale è utile, ma non definitiva.

Perché la ginnastica facciale è utile, ma non definitiva.

La ginnastica per il viso, conosciuta anche come ginnastica antirughe o yoga facciale, è un insieme di esercizi per il viso che promette il ringiovanimento della pelle: un trend di cui, nel mio lavoro, si sente sempre più spesso parlare. Oltre alla normale curiosità per tutto quello che ha a che fare con l’estetica (intesa come scienza e tecnica, oltre che come tema culturale), ad avvicinarmi alla ginnastica facciale è stata la domanda che mi è stata rivolta nel mio studio di Padova proprio recentemente da diversi pazienti: “Come funziona la ginnastica facciale? E se serve a rassodare il viso ed eliminare le rughe, può sostituire l’acido ialuronico e i filler antirughe?”. Andiamo con ordine.

 

Antirughe: prodotti (e promesse)

Partiamo dalle basi: cosa intendiamo quando diciamo che la pelle invecchia? Semplicemente, perde elasticità e tende ad assottigliarsi, producendo un effetto scavato. La mancanza di elasticità e vigore fa in modo che la pelle del nostro viso sappia resistere sempre di meno alla forza di gravità: in altre parole, risulta “cadente”, ovvero si lascia vincere dalla tendenza a scendere verso il basso. Creme, lozioni e trattamenti estetici basati sul mero utilizzo di ingredienti nutritivi ed elasticizzanti hanno promesso qualcosa di scientificamente impossibile: far sparire le rughe o addirittura prevenirne la formazione. Un risultato, questo, che è purtroppo smentito dalla resa dei conti con il tempo che passa.

La ricerca in campo medico e chirurgico ha preso le mosse proprio da questa evidenza, proponendo soluzioni che partono dalla pelle e dalle sue capacità primarie, senza promettere nessun risultato definitivo, né miracoloso… ma di questo parliamo più avanti. Negli ultimi anni invece, un altro filone antiage ha preso vita: quello appunto della ginnastica facciale.

 

La ginnastica facciale per le rughe: come funziona

La ginnastica per il viso funziona sulla base del principio che, allenando i muscoli del viso, sia possibile contrastare l’effetto cadente che è caratterizzato dalla perdita di elasticità della pelle. Similmente a quanto farebbe l’allenamento in palestra sui muscoli degli addominali, questa tecnica prende di mira il muscolo e non la pelle: questa è una prima differenza, fondamentale, con creme e lozioni, ma anche con le principali soluzioni della medicina e della chirurgia estetica. E’ un punto da tenere a mente, perché determina anche la tipologia di “soluzione” promessa da chiunque proponga la ginnastica facciale per ringiovanire il viso: di fatto, si sta lavorando su alcuni muscoli e non sulla superficie della pelle, che resta soggetta alla forza di gravità come ben sappiamo.

 

Ginnastica facciale: controindicazioni e vincoli

Come per tutti i muscoli, poi, la costanza dell’allenamento è fondamentale: la ginnastica facciale non può essere intesa come una soluzione definitiva e in questo quindi non è diversa da tutte le altre soluzioni che possono essere messe in campo e che, con efficacia e durata differenti, richiedono comunque di essere rinnovate a distanza di tempo.

Per quanto riguarda la ginnastica facciale poi, tutti gli esperti (le fonti sono molteplici, dal più recente Visotonic ai trattamenti di lifting viso naturale e allo yoga facciale) raccomandano la necessità di eseguire correttamente l’esercizio. Proprio come in palestra, il rischio di effettuare l’esercizio in modo sbagliato c’è. Le conseguenze sono quelle che chiunque abbia provato a fare gli squat o le flessioni, sotto la supervisione di un allenatore, si sarà sentito dire chiaramente: fatto così l’esercizio non serve a niente, se non addirittura diventa dannoso. Similmente, la ginnastica facciale non è da prendere alla leggera: funziona solo se si comprende bene come va fatta e se si fa con costanza e serietà.

 

La ginnastica facciale e la medicina estetica.

Sono un medico estetico: alla domanda iniziale sulla possibilità che la ginnastica facciale sostituisca le soluzioni offerte dalla scienza medica, dal lifting al botulino alla mesoterapia, fino ai fili e ai filler, non posso che rispondere chiaro e tondo di no. Liquidare questa pratica come inutile, però, sarebbe sia sbagliato che disonesto: in questo mi dissocio sicuramente da alcuni colleghi. Tuttavia credo che gridare al miracolo, sconsacrando i progressi fatti dalla medicina in questo campo (sempre più evoluti e raffinati, oltre che più accessibili) rappresenti il solito approccio superficiale che non permette al paziente di valutare tutte le opzioni in piena consapevolezza.

La ricerca scientifica in ambito della ginnastica facciale mi fa ritenere che questa possa rappresentare una strada, complementare e non sostitutiva, assolutamente valida. Gli studi però non sono ancora così numerosi e sono convinto che nei prossimi anni se ne scoprirà di più, a beneficio di tutti. Nel frattempo, i limiti e i vincoli esposti prima restano veri: il lifting del viso “naturale” non ha lo stesso impatto del lifting eseguito da un medico e chirurgo estetico, sia per immediatezza del risultato che per sua portata.

L’invito che rivolgo ai miei pazienti è di accogliere nel proprio stile di vita tutte le routine che possono dar loro beneficio, se affrontate con consapevolezza e con una supervisione esperta. La ginnastica facciale può certamente esserlo, ma non è da intendersi come soluzione definitiva, né sostituiva, delle altre tecniche che si possono eseguire (e che danno maggiore soddisfazione).

Potete leggere di più su tutte le soluzioni estetiche di ringiovanimento del visto qui e qui. Per tutto il resto, la cosa migliore è come sempre quella di rivolgersi a uno specialista.

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