Il diario della lipo: parte 3

La storia di Mandarina è arrivata al suo clou: finalmente il giorno dell’intervento. Se volete recuperare le parti precedenti, le trovate qui). Altre info, scritte invece da me, le trovate in questo post: Dimagrire con la liposuzione.

 

Il gran giorno

E’ passato un po’ di tempo da quando vi ho scritto. La verità è che nel frattempo la mia vita ha preso il sopravvento… perché sì, in questa mia nuova pelle, ho riscoperto la voglia di fare così tante cose. La nuova Mandarina esce ancora più di prima, balla, fa attività fisica, scopre nuove passioni e riscopre se stessa. Anche prima amavo la vita, ma adesso la vita mi sembra starmi addosso più comoda… ed è il motivo per cui è più facile fare tutto, ed ovviamente c’è meno tempo anche per quello che mi trattiene ad una scrivania.

Ma del mio “post-intervento” vi racconto dopo. Adesso parto invece con quanto sicuramente vi interessa di più: il giorno in cui mi sono sottoposta al mio intervento di liposuzione. La data era fissata, l’incontro con Matteo e il suo staff era pronto, il mio corpo e il mio status mentale erano settati. Avevo lavorato su me stessa come vi aveva consigliato Matteo, cercando di partire con le giuste aspettative a livello psicologico, ma anche a livello fisico avevo dovuto assicurarmi di essere pronta davvero. Avevo iniziato a prendere i medicinali indicati per l’intervento e avevo regolarizzato la mia dieta perché includesse meno carboidrati. Bevevo molta acqua. E dalla mezzanotte del giorno stesso ero a digiuno: ma non soffrivo la fame, perché ero così tesa quel mattino che non sarei riuscita in ogni caso a mandare giù nemmeno la più invitante delle brioches del bar sotto lo studio di Matteo.

 

Il pre-intervento

Le segretarie mi hanno accolto e fatto firmare un po’ di ovvie scartoffie: massima serietà da questo punto di vista, si tratta di un intervento ed è fondamentale che la clinica metta in chiaro responsabilità, possibili rischi, indicazioni relative anche al post-operatorio. Poi c’è stata la chiacchierata con l’anestesista, fondamentale membro dell’equipe che sarebbe stata presente in sala operatoria con Matteo. Questo breve incontro con l’anestesista è importante anche per farsi conoscere ed entrare in una relazione umana con le persone che di lì a poco ti vedranno nudo e opereranno su di te. Psicologicamente è un passaggio tanto delicato quanto bello… o almeno, per me è stato fondamentale a rassicurarmi e a sentirmi davvero “accolta” e “presa in carico”, come una paziente vera, una persona.

 

Le foto e il before-after

Sì, le foto. Forse il momento più imbarazzante per me è stato questo. Eppure le foto sono essenziali per avere una traccia, documentata e infallibile, della trasformazione che si compirà con l’intervento. Non mi soffermo a parlarvi dei temi della dismorfofobia, di cui peraltro parla molto meglio Matteo in questa intervista. Ma è chiaro a tutti che la nostra percezione di noi stessi è molto influenzabile, sempre parziale, e spesso completamente fuorviante. Molte persone anche dopo un intervento significativo di tipo estetico (non solo la liposuzione) hanno faticato a riconoscere la differenza di fronte allo specchio. Ecco perché la fotografia è importante: accostare le immagini del prima e del dopo ci aiuta a realizzare, con occhi esterni e imparziali, che sì… qualcosa è cambiato!

 

L’operazione

Le foto del prima includono degli scatti in mutande: è un momento che serve a rompere il ghiaccio, da lì è tutto in discesa, perché ormai sei nudo, infilato in un camice, e pronto a entrare in sala. Ultimo passaggio: una bella spalmata di un gel per eliminare tutti i batteri e i rischi di infezione. Poi, si va in scena.

 

Stesa sul lettino della sala operatoria, con l’equipe attorno a me che iniziava ad accendere luci neon, preparare strumenti e accertarsi che io mi sentissi a mio agio, pensavo solo “Non vedo l’ora che l’anestesia faccia effetto”. Desiderio esaudito nel giro di poco tempo, l’anestesista non ha nemmeno fatto in tempo a dire “Mandarina, hai sonno?” che improvvisamente mi sono ritrovata in una meravigliosa bolla di benessere. Non dormivo, perché l’anestesia era solo locale, sufficientemente potente a farmi sentire presente a me stessa, eppure quasi lontana. Se qualcuno ha fatto mai un’operazione, saprà di cosa sto parlando.

 

Il risveglio e il post-op

In un’ora era tutto finito. Matteo mi ha guardato con un sorrisone e una siringa enorme in mano, piena di liquido trasparente unito ad altro materiale giallognolo: “Guarda qua! Questo è tutto quello che ti abbiamo tolto!”. Mi sono sentita girare la testa di felicità, ho ricambiato il sorriso, poi sono scoppiata a piangere. L’anestesia mi aveva reso emotiva. Ma non era solo quello: ero felice e basta.

 

Potrei parlare dell’intervento per ore e ore. Di come mi sono sentita dopo e di tutte le riflessioni che ho fatto in seguito su come una cosa così “piccola”, per me, abbia avuto un impatto così rilevante nella qualità della mia vita! Mi limito però a lasciarvi con qualcosa di pratico e utile per chi ormai si sta convincendo e ha bisogno degli ultimi “incoraggiamenti.

 

  • Ascoltate il vostro chirurgo e fatevi seguire! Dopo l’intervento, seguite la terapia farmacologica indicata dal vostro chirurgo. E’ molto importante continuare con l’antibiotico, ad esempio, e ovviamente tenere sotto controllo i parametri
  • Indossate la guaina contenitiva! E’ fastidiosa e un po’ irritante, ma fondamentale per ottimizzare il risultato dell’intervento e accorciare i tempi di assestamento della vostra pelle
  • Non smettete con la dieta e lo stile di vita sano. La liposuzione NON SERVE A DIMAGRIRE. E nemmeno a farvi restare magri. Ricordatevi che l’attitudine è tutto.

 

La mia storia è finita (o meglio, è iniziata!) qui. Se avete dubbi o domande potete scrivermeli qui sotto o direttamente a Matteo anche su Facebook e Instagram.

 

Grazie di avermi letto!

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