Cos’è il “brotox”?

Quando sono incappato per la prima volta nella parola, mi sono messo a ridere: ho pensato ad un simpatico refuso. “Brotox” mi suggeriva alla mente non tanto una pratica estetica, quanto il nome di un colluttorio molto potente. C’è da dire che gli americani, che l’hanno coniato, hanno avuto non poca fantasia (e altrettanta lungimiranza): hanno infatti inventato un nome per una cosa che esisteva già da decine di anni, circoscrivendola e rendendola così una notizia. L’intenzione però è positiva e in qualche modo efficace: non solo perché mi dà modo di parlare di qualcosa che mi è molto caro, ma anche perché permette a un’intera popolazione (sia uomini che donne) di diventare consapevoli di qualcosa su cui ancora si fa una gran fatica a sensibilizzarli.

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Cos’è il Brotox?

Insomma, il brotox non è altro che la crasi di due parole inglesi: “bro” (abbreviazione di fratello, passata nello slang come “compagno” o più semplicemente “ragazzo”, “uomo”) e “botox”... Sì, il nostro vecchio amico botox. In altre parole, brotox identifica tutte le tecniche di utilizzo della tossina botulinica nell’ambito esclusivo della medicina estetica, quando effettuate sugli uomini. L’unione è più concettuale, che pratica: il botox infatti non è per sua natura, in nessun modo, “femminile”. Lo pratico da molti anni indifferentemente su donne e uomini. Perché allora questa precisazione? C’era proprio bisogno di una nuova parola nell’ampio vocabolario del mondo medico? Io, tutto sommato, penso di sì. E vi spiego perché.

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Perché il brotox è un fenomeno da conoscere.

Mi riallaccio all’allusione che ho fatto qualche paragrafo indietro: la medicina e la chirurgia estetica, che io trovo tra le più alte forme di parità sessuale per diversi motivi (uno su tutti: tutti, indipendentemente dal nostro genere, facciamo i conti con il nostro corpo), è ancora per larga parte dominata dalle pazienti donne. Contemporaneamente a questa evidenza, ce n’è un’altra che però è importante considerare: secondo la American Society of Plastic Surgeons, il numero di uomini che si affidano al chirurgo, e in particolare coloro che cercano proprio i trattamenti con botox, è cresciuto di un ben 400% negli ultimi 15 anni.

Un mio paziente: qui il video.

Sorprendente? Per la credenza comune, sicuramente sì, soprattutto in Italia, dove regna ancora sovrana la convinzione che il desiderio di cambiare il proprio corpo sia pura “vanitas” femminile. E’ una convinzione sessista, che fa male alle donne in primis. Ma fa male anche agli uomini, costretti a sottostare ad un ridicolo e superato stereotipo, che caratterizza il “machismo” come modello aspirazionale: un modello riempito di luoghi comuni, prima tra tutte l’idea che curarsi (nella sua primaria traduzione: occuparsi, avere in mente, tenere conto) del proprio aspetto sia poco maschio, appunto.

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Perché gli uomini si approcciano al botox.

…e alla medicina e chirurgia estetiche? Per lo stesso motivo per cui lo fanno le donne. Ma i risultati e gli approcci devono essere necessariamente tarati sul paziente, con un professionista che abbia una particolare sensibilità (tra le altre cose, aver iniziato la Scuola di Psicoterapia mi aiuta senza dubbio). One size doesn’t fit all: vale anche tra uomini e donne, e poi anche tra uomini e uomini. Per questo gli interventi di botox possono essere diametralmente diversi, anche se sempre con un fine ultimo identico: piacersi.

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Tipologie di azione del “brotox”.

In definitiva, il botox negli uomini può essere usato per:

1) Ringiovanire. I pazienti uomini non sono immuni all’invecchiamento cutaneo, specie del volto. Lungi da me demonizzare il credo di chi ritiene che l’uomo “più invecchia, più migliora”: fa sicuramente piacere pensarlo. Ma non è così per tutti, nel senso che non tutti la vedono e la vivono in questo modo. Molti dei miei pazienti sono sinceramente preoccupati delle loro rughe attorno agli occhi, alle labbra, sulla fronte. Dire loro che stanno bene così e non dovrebbero curarsene è un atteggiamento che, quand’anche stimolato da un pensiero innocente, riconferma una mentalità proibitiva e poco aperta. Soprattutto se ipocritamente, ad una donna con la stessa età e con lo stesso desiderio del suddetto paziente uomo, suggeriamo invece una visita al centro estetico (o anche la discutibile ginnastica facciale).

2) Definire. Sì, il botox non serve solo a riempire, ma anche a “togliere”, nel senso di assottigliare, regolarizzare, rendere meno morbida una parte di tessuto. Il botox in questo senso può essere impiegato per definire gli zigomi, regalando un profilo più definito. E, per chi la vede così, più virile.

Spero che questo articolo sia servito, nella peggiore delle ipotesi a non farvi trovare impreparati quando il “brotox” diventerà slang popolare anche in Italia. Nella migliore, ad avervi convinto un poco di più che le categorie e le etichette non dovrebbero mai far parte della nostra vita, men che meno di quella medica.

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