La chirurgia estetica e l’arte

Non mi definisco un vero e proprio esperto d’arte, piuttosto un appassionato, uno di quelli che si fanno coinvolgere e travolgere dalla bellezza delle opere. Questo ha segnato in un certo senso la mia carriera, in quanto ho sempre desiderato poter dare forma all’armonia e alla bellezza.

“Ho visto un angelo nel marmo ed ho scolpito fino a liberarlo”

Questa è una delle frasi più celebri di Michelangelo che parla delle sue sculture e più la leggo e più mi ci ritrovo. Come Michelangelo con il suo scalpello, anche i chirurghi lavorano per donare ai loro pazienti, non solo l’aspetto che desiderano, ma anche per farli sentire liberi e donare loro quella pace interiore che faticavano a trovare.

Non voglio sembrarvi esagerato con queste parole, ma credo che il mestiere del chirurgo e quello dello scultore abbiano molte cose in comune, ricercando entrambi l’equilibrio e l’armonia, e lavorando fino a farli emergere. Operano delicatamente e con garbo, in quanto l’obiettivo non è solo arrivare ad un determinato risultato, ma capire fin da subito il percorso da intraprendere e riuscire a figurarsi ciò che emergerà. Così come lo scultore, da un pezzo di marmo grezzo, prefigura una bellissima opera, il chirurgo, dal primo incontro con il paziente e da una sua attenta analisi, sa esattamente quali risultati raggiungerà.

La chirurgia estetica però non è solo arte, ma anche scienza, in quanto i metodi e le tecniche sono riproducibili da tutti i chirurghi, con l’unica sostanziale differenza nella sensibilità per l’armonia e nella spiccata capacità di previsione del risultato.

La maggior parte delle procedure che applico quotidianamente sono meccaniche: sono operazioni che devono essere eseguite in un determinato modo e non in un altro. Se penso al lifting, ad esempio, quella che è la procedura di base sta nel semplice sollevamento e stiramento della pelle. Ma il chirurgo non si limita a questo: ogni incisione e profondità della stessa variano a seconda dell’intervento e del risultato che si vuole ottenere e questo è quello che fa la vera differenza.
Probabilmente può risultare difficile da capire che cosa ci sia di creativo alla base di questo processo, eppure effettuare le giuste incisioni, trovare l’adeguato stiramento e ristabilire il volume andato perduto, fa elevare questo intervento ad una vera opera d’arte.

Mi è capitato spesso di ricevere richieste di interventi eccessivi, ma il compito di un bravo chirurgo credo che sia anche quello di consigliare il paziente, oltre ad esaudire i suoi desideri. Per questo, cerco di evitare di “abusare” dei mezzi che ho a disposizione, consigliando ciò che credo sia giusto e sconsigliando, al contrario, ciò che risulta chiaramente esagerato.

Il paziente, infatti, al termine di un intervento, dovrà sentirsi bene con sé stesso ma, prima di tutto, rimanere sé stesso.

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